Abbiamo già considerato lo
lo spazio tridimensionale;
abbiamo visto come si può definire per esso una
distanza; abbiamo considerato
alcuni problemi legati alla realizzazione di
rappresentazioni cartografiche piane di figure in tre dimensioni;
e abbiamo visto come determinare il
volume di alcuni solidi, anche nel caso in cui possono essere "generati" col movimenti
di alcune superfici piane
altri
proiezioni tra superfici e
prospettiva).
Abbiamo, poi, accennato alla possibilità di considerare
vettori in tre dimensioni.
Soffermiamoci, inizialmente, su quest'ultimo aspetto.
Premettiamo una notazione, che può essere utile. Quando si considerano due insiemi
A e B, l'insieme delle coppie
|
Per rappresentare e misurare molte grandezze fisiche, come
forze o velocità, ci si serve di vettori piani se queste sono dirette
lungo direzioni che stanno tutte nello stesso piano, di vettori tridimensionali
in generale. Come abbiamo già visto,
possiamo rappresentare i vettori in vari modi: con delle frecce sovrapposte,
come differenze tra punti, con delle lettere in corsivo o con delle lettere in
grassetto. In questa voce, quando useremo delle lettere in grassetto
intenderemo sempre che esse rappresentino dei vettori. Useremo, in particolare,
i, j e k per indicare i
versori |
i = (1, 0, 0)
j = (0, 1, 0) |
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Ricordiamo ( vettori)
che la "lunghezza" del vettore v, ossia, nel caso precedente, il numero
Nel seguito consideremo i vettori come "non applicati" ( vettori),
ovvero come se tutti fossero applicati nell'origine. In altre parole consideremo due
vettori uguali se rappresentati da due frecce egualmente dirette ed egualmente lunghe. vettori)
neutro rispetto a questa addizione, e lo indicheremo anche, semplicemente,
con 0.
Ricordiamo che spesso chiameremo scalari vettori) |
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Ecco la rappresenatazione con WolframAlpha del vettore 2i+3j+k e delle sue componenti dirette come gli assi:
vector (0,0,1), vector (0,3,0), vector (2,0,0), vector (2,3,1)

Viene
chiamato prodotto scalare o prodotto interno (o dot product, in inglese)
di due vettori u e v, e indicato u·v, il numero
pari al prodotto del modulo di u per la proiezione di v su u:
vedi la prima figura sottostante (qualche decennio fa esso veniva indicato
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|
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Ecco la rappresenatazione con WolframAlpha del prodotto scalare (2,0,0)·(1,1,1); il modulo di (2,0,0) è 2, la proiezione di (1,1,1) su (2,0,0) - vedi il tratteggio rosso - è 1, il loro prodotto è 2:

Posso vedere meglio con:

In fisica, se F rappresenta un vettore forza costante
applicato per produrre uno spostamento s, si prende come lavoro il prodotto tra la componente di
F diretta come s e l'intensità di s, ossia il prodotto scalare
La proiezione di un vettore su un'altro è data dalla moltiplicazione di essi e del
coseno dell'angolo da essi formato
direz.u·v = u·v = 0 se u = 0 o v = 0, altrimenti u·v = ||u|| ||v|| cos(θ), dove θ è |
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Nei casi estremi (i vettori sono paralleli o perpendicolari) è facile vedere che
la definizione precedente di prodotto scalare equivale alla seguente:
u·v =
u1 v1 + u2 v2 + u3 v3,
se u =
Questa proprietà e la seguente:
u · (v + w)
= u · v
+ u · w
(la possibilità di distribuire il prodotto scalare rispetto alla somma) valgono in generale
(prova a dimostrarlo; controlla qui le dimostrazioni richieste).
Si può dimostrare che la distanza tra due punti P e Q sulla sfera unitaria è data dall'arcocoseno del prodotto scalare tra P e Q.
Esercizi: uno e soluz., due e soluz.

La cosa può essere facilmente verificata direttamente, o come coseguenza del seguente fatto, la dimostrazione del quale lasciamo per esercizio (qui può essere controllata):
| u × v = | | | | | | |
i | j | k | | | | | | |
se u = (ux, uy, uz), v = (vx, vy, vz) | ||||
| ux | uy | uz | ||||||||
| vx | vy | vz |
dove l'oggetto 3×3 rappresentato sopra (detto determinante,
su cui ci si sofferma più in generale alla voce
matrici) è una abbreviazione per
| | | | | | |
i | j | k | | | | | | |
| | | | | |
i | j | k | | | | | | |
| | | | | |
i | j | k | | | | | | |
||||||||||||||
| ux | uy | uz | ux | uy | uz | ux | uy | uz | ||||||||||||||||||||
| vx | vy | vz | vx | vy | vz | vx | vy | vz |
Verifichiamo, usando questa proprietà, che se
| | | | | | |
i | j | k | | | | | | |
=
|
= 3 i | ||||
| 0 | 2.5 | 1 | ||||||||
| 0 | 2 | 2 |
Con WolframAlpha:

Il prodotto vettoriale è definito solo nel caso tridimensionale (se ho due vettori non paralleli il loro prodotto vettoriale esce necessariamente dal piano da essi individuato).
|
Si ha, immediatamente, che i×i = j×j = k×k = 0,
i×j = k, j×i = −k,
Si ha inoltre (vedi figura a sinistra) che anche per il proddoto vettoriale vale la proprietà distributiva (se aggiungo w a v l'area del parallelogramma cresce in proporzione): u × (v + w) = u × v + u × w |
|
Si ha inoltre (vedi figura a destra) che
|
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Esercizi: tre e soluz., quattro e soluz., cinque e soluz.
Per svolgere i calcoli con i vettori di può usare lo script "vettori" presente qui, il cui uso illustriamo con alcune operazioni riferite ai vettori (3,0,4) e (1,1,1).

u = (3, 0, 4) = 3i + 4k, v = (1, 1, 1) = i + j + k.
|u| = "diagonale di rettangolo 3×4" = √(9+16) = √25 = 5.
|v| = "diagonale di cubo 1×1×1" = √(1+1+1) = √3.
u+v = (3, 0, 4)+(1, 1, 1) = (4, 1, 5)
u*v = (3*1, 0*1, 4*1) = (3, 0, 4)
u-v = (3, 0, 4)-(1, 1, 1) = (2, -1, 3)
u·v = 3·1+0·1+4·1 = 7
∠uv = 36.070768650796346° (arrotondando 36.07°) u×v = (-4,1,3)
Lo script consente anche di operare con generiche sequenze di numeri. Vedi l'"help".
I prodotti vettoriali sono importantissimi in fisica, per indicare grandezze e relazioni tra esse.
Qui ci limitiamo a considerare il momento di una forza, generalizzando considerazioni già
svolte in precedenza
proporzionalitàAccanto ai vettori in R³ sono considerati i vettori in Rn con n > 3. Essi si occupano di n-uple di numeri reali e di tabelle di dimensioni maggiori di quelle 3×3, qui considerate. Trovano applicazioni, tra l'altro, in statistica e in economia, oltre che in vari ambiti algebrici e geometrici. Se proseguirai gli studi in ambito matematico avrai occasione di esaminare queste generalizzazioni. | ![]() |
Ricordiamo che i punti dello spazio sono descrivibili
anche mediante coordinate sferiche, in modo analogo a quanto visto per
le coordinate polari nel caso di
punti del piano:
si prende l'asse z come asse polare, si considera come ρ la distanza dall'origine
e si prendono come altre due coordinate la longitudine (o azimut) e la colatitudine (ossia il complementare
della latitudine:
lo spazio).
Una retta nello spazio può facilmente essere descritta generalizzando quanto
fatto
rette tangenti e curve)
vettore | ![]() | |
|
P = (3, 4, 0) + (−1, −3, 3)·t ovvero, indicando P con x = 3 − t y = 4 − 3t z = 3t. | |
| Per t > 0 ho i punti che stanno sulla semieretta di origine
| ||
| Vediamo come descrivere il piano che passa per i punti dei tre assi di ascissa 3, di ordinata 3 e di quota 3: | ||
|
esso è perpendicolare alla retta x = y = z raffigurata a lato,
tra l'origine e il punto
(x−3, y, z) × (1,1,1) = 0, ossia In modo del tutto analogo si trova che il piano contenente il punto (x, y, z) che soddisfi questa equazione è tale che il prodotto scalare del vettore |
| 3 piani paralleli tracciati con WolframAlpha: plane x/3+y+z*2 = 0, plane x/3+y+z*2 = 1, plane x/3+y+z*2 = 2 |
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Un piano e una sua normale tracciati con WolframAlpha: plane x/3+y+z*2 = 0, vector(1/3,1,2) |
Esercizi: sei e
soluz.,
sette e
soluz.,
otto e
soluz.,
nove e
soluz.