Successioni

#1  Una successione è una sequenza illimitata di oggetti matematici. I suoi elementi possono essere indicati con una variabile indiciata.  Ad es. una successione di numeri iniziante così:  1, 2, 4, 8, …, può essere rappresentata mediante la variabile indiciata x(.) indicando con x(n) il numero al "posto n" della successione (numerando i posti a partire da 0 o da 1 - ma si potrebbe partire anche da un altro numero):  x(0)=1, x(1)=2, x(2)=4, … o  x(1)=1, x(2)=2, x(3)=4, … o …
    Ricordiamo che le variabili indiciate sono spesso scritte indicando l'indice, o posto, non tra parentesi ma sotto forma di "pedice", ossia usando invece di x(n) la scrittura xn.
    Una successione può essere interpretata anche come una funzione a input in N (o N≥1 o N≥2 o …): la funzione che a n associa l'elemento di posto n [n → x(n)], e come tale rappresentata graficamente.
    Come si è visto più in generale per le funzioni, non è detto che esista un procedimento di calcolo che permetta di generare uno dopo l'altro gli elementi di una successione. Ad esempio se mi metto a lanciare ripetutamente un dado e decido di indicare con U(n) il numero che uscirà al lancio n-esimo, non posso prevedere quale sarà U(20) (a meno che il dado non sia truccato, in modo che esca sempre la stessa faccia).

#2  Le successioni a elementi numerici possono essere definite mediante singole equazioni, come accade per le altre funzioni numeriche. Esempi:  x(n)=2n,  z(n)=2n+1,  P(n)=H·2n, …

   n      0    1    2    3    4    5    6   ...
  x(n)    1    2    4    8    16   32   64   ...
  z(n)    1    3    5    7    9    11   13   ...
  P(n)    H    2H   4H   8H   16H  32H  64H  ...

Successioni come le precedenti possono essere calcolate direttamente col computer, ad esempio mediante questo programmino in JavaScript:

for(n=0; n<=9; n=n+1)
  document.write(n,"&nbsp;&rarr;&nbsp;",Math.pow(2,n)," &nbsp; ")
document.write("<br>")
  document.write(n,"&nbsp;&rarr;&nbsp;",2*n+1," &nbsp; ")

Output:
0 → 1   1 → 2   2 → 4   3 → 8   4 → 16   5 → 32   6 → 64   7 → 128   8 → 256   9 → 512
0 → 1   1 → 3   2 → 5   3 → 7   4 → 9   5 → 11   6 → 13   7 → 15   8 → 17   9 → 19

    Possono essere definite anche medianti sistemi. Le stesse successioni degli esempi precedenti possono essere descritte così:

(*)

{

x(0) = 1  
x(n+1) = x(n)·2

{

z(0) = 1 
z(n+1) = z(n)+2

{

P(0) = H 
P(n+1) = P(n)·2

in analogia al modo in cui all'interno di un programma posso impiegare un ciclo FOR. Sempre in JavaScript:

x = 1
for(n=0; n<=9; n=n+1) { document.write(x," &nbsp; "); x=x*2 }

Output:
1   2   4   8   16   32   64   128   256   512

    Definizioni del tipo (*), in cui si usano equazioni nelle quali il simbolo della funzione che si vuole definire compare in entrambi i membri, vengono chiamate ricorsive: 
per trovare z(3) usando (*) non posso fare un calcolo immediato, ma devo ripercorrere più volte l'equazione z(n+1) = z(n)+2,
per concludere prima che z(3) = z(2)+2,
poi che z(2) = z(1)+2,
poi che z(1) = z(0)+2;
dall'equazione z(0) = 1 posso concludere che z(1) = 1+2 = 3,
e quindi z(2) = 3+2 = 5,
e infine z(3) = 5+2 = 7.

    La potenza a esponente intero può essere definita ricorsivamente:  a0 = 1 AND an+1 = an·a.
    Più in generale si chiamano ricorsive le definizioni in cui un concetto matematico di nome XXX viene caratterizzato usando la parola XXX stessa. Ad esempio ciò accade quando si definisce un termine come "una costante, una variabile o un oggetto ottenuto combinando altri termini mediante simboli di funzione". Oppure quando si definisce un poligono come "un triangolo o la figura ottenuta unendo a un altro poligono un triangolo avente un lato in comune con esso". O quando si definisce una sequenza finita di cifre come "una cifra o una espressione ottenuta aggiungendo una cifra a una sequenza finita di cifre".

Nota. Può capitare di trovare qualche libro in cui le definizioni ricorsive vengono chiamate per induzione. È un clamoroso errore. Le definizioni per induzione sono dei casi particolari di definizioni ricorsive. Non abbiamo, ora, gli strumenti per capire questa distinzione. Se proseguirai gli studi matematici potrai approfondire la questione.  È, invece, utile in molte situazioni ricorrere alla tecnica dimostrativa, nota come principio di induzione, secondo la quale per dimostrare che una proprietà vale per ogni numero intero maggiore di un certo k basta dimostrare che (1) vale per k e che (2) dal fatto che valga per un generico n segue che vale anche per n+1.
 

Esercizi:   testo1 e soluz.,   testo2 e soluz.,   testo3 e soluz.,   testo4 e soluz.,   testo5 e soluz.,
testo6 e soluz.,   testo7 e soluz.,   testo8 e soluz.,   testo9 e soluz.,   testo10 e soluz.
 

Altri esercizi per la scuola di base
 

#3  Per inciso, osserviamo che una successione in cui ogni nuovo termine è ottenuto dal precedente aggiungendo una quantità costante o moltiplicandolo per una quantità costante viene chiamata anche progressione (rispettivamente aritmetica o geometrica); la quantità si chiama ragione (della progressione).