Rapporto
Il
rapporto è un concetto impiegato per esprimere
la relazione che intercorre tra le misure di due grandezze. Nel caso
di grandezze dello stesso tipo, esso non è altro che il
risultato della divisione tra il numero che esprime la prima
misura e il numero che esprime la seconda (a patto che esse siano
espresse nella stessa unità di misura). È una generalizzazione del concetto di divisione per "contenenza" (la divisione del tipo (B) descritta alla voce
Le "quattro operazioni").
Per esprimere il concetto di rapporto si ricorre al simbolo di divisione, sia nella forma ":" che nelle forme "/" e "
", e a varie descrizioni verbali.
|
Ad esempio il rapporto tra 2 cm e 5 cm può essere scritto:
|
Per
facilitare i confronti spesso si usa rappresentare i rapporti in
forma percentuale . Ad esempio nel caso precedente (rapporto tra 2 cm e
5 cm) o nel caso del rapporto tra le 200 mila lire del prezzo
in saldo di un prodotto e il prezzo originale di 500 mila lire o nel
caso dei 20 milioni di abitanti della regione A
in confronto con i 50 milioni della regione B,
possiamo
dire sia che il rapporto è 0.4, sia che il rapporto è
40 centesimi o, più in breve, 40 per cento (in
simboli: 40%):
2 cm sono il 40% di 5 cm, 200 mila lire sono il 40% di 500 mila lire (sono 500 mila lire scontate del 60%: da 100 centesimi sono passato a 40 centesimi: 60 centesimi in meno), la popolazione di A è pari al 40% della popolazione di B,
Osserviamo che % (barra e due "0") è semplicemente un'abbreviazione di "/100": 5% sta per 5/100. Analogamente la scrittura ‰ è un'abbreviazione di "/1000": 5‰ (5 per mille) sta per 5/1000.
Questa rappresentazione è particolarmente efficace in quanto è facile immaginare una striscia lunga 100 mm e confrontarla visivamente con una sua parte lunga 40 mm, e sappiamo, per esperienza, associare i rapporti del tipo "1 a " di uso più comune alle loro rappresentazioni percentuali:
Nell'esempio
precedente il numero 40, che esprime il rapporto come quantità
di centesimi, viene chiamato parte percentuale o percentuale. Non è altro che il rapporto
moltiplicato per 100. Più in generale dati due valori A
e B, la percentuale che esprime il rapporto tra A e
B è calcolabile così:
A
percentuale = ·100
B |
I rapporti sono spesso rappresentati anche in millesimi, sessantesimi, trentesimi, 360-esimi, . La trasformazione è analoga a quella usata per le parti percentuali:
A
ParteMillesimale = ·1000 ,
B
|
A
ParteSessagesimale = ·60 ,
B |
... | ||
Pur essendo più piccolo di 100, 60 è divisibile esattamente (cioè con risultato intero) in più modi, e quindi consente di esprimere più facilmente molti rapporti d'uso comune: 1/3 d'ora diventa 20 minuti; se dividessimo l'ora in 100 minuti dovremmo parlare di 33.333 minuti. La figura sottostante illustra i rapporti del tipo 1/n, con n numero naturale, rappresentabili esattamente in sessantesimi, cioè con una quantità intera di divisioni (in un cerchio ripartito in 60 divisioni):
Le
percentuali facilitano il confronto tra le parti che compongono
un totale, tra una parte e il totale,
, ma, in cambio,
perdono altre informazioni. Ad esempio l'incidenza della carne
bovina sul totale della carne consumata pro-capite dal 1926 al 1985
passa dal 47% al 32%, ma ciò non significa che diminuisce il
consumo di carne bovina: se si analizzano i dati assoluti
(cioè non rapportati al totale del consumo di carne) si
osserva che si passa dal consumo pro-capite di 10.1
kg all'anno a quello di 25.1 kg all'anno: se un
certo dato aumenta ma, nel frattempo, aumenta anche il totale,
la percentuale che lo rappresenta può diminuire.
Nel
caso di grandezze di tipo diverso, indicando il rapporto tra
le loro misure occorre anche specificare le unità di misura
impiegate. Ad esempio il rapporto tra la popolazione di una regione e
l'estensione della stessa può essere espresso in abitanti/km2
o in abitanti/m2("abitanti
per km2", "abitanti per
m2"), quello tra strada percorsa
e tempo impiegato può essere espresso in km/h o m/s
o
("chilometri all'ora", "metri al secondo",
).
La trasformazione di un rapporto
tra numeri naturali, ovvero di una frazione, in un rapporto tra interi più piccoli viene chiamata semplificazione.
Ad esempio la frazione 150/100 può essere semplificata in 15/10, che a sua volta può essere semplificata in 3/2. Possiamo realizzare
le semplificazioni con moltissime applicazioni software. Ad esempio possiamo usare la "piccolissima" calcolatrice presente
QUI (o la più semplice "calcoli"):

Se metto in A 100/375 ottengo il valore numerico 0.2666666667 e la semplificazione 4/15. Se metto 140/105 ottengo 4/3. Se metto 1275/3000 ottengo 17/40.
Vi sono alcuni semplici metodi per semplificare "a mano" una frazione, che si basano sulla individuazione di numeri per cui entrambi gli elementi della frazione siano divisibili: se i due elementi terminano per 0 (o 00) posso entrambi dividerli per 10 (o per 100), se terminano con una cifra pari sono entrambi divisibili per 2,
se terminano entrambi per 0 o per 5 sono entrambi divisibili per 5 (ma conviene moltiplicarli entrambi per 2 in modo da avere numeri terminanti per 0), se la somma delle cifre dei due numeri è divisibile per 3 (o per 9) sono entrambi divisibili per 3 (o per 9). Alcuni esempi:
4500/3500 [tolgo 00] → 45/35 [moltiplico per 2] → 90/70 [tolgo 0] → 9/7
735/120 [moltiplico per 2] → 1470/240 [divido per 10] → 147/24 [1+4+7 = 12, 1+2 = 3; 2+4= 6, sono entramni divisibile per 3] → 49/8
594/81 [5+4+9=9+9 divisible per 9, 8+1=9, sono entrambi divisibili per 9] → 66/9 [sono evidentemente divisibili per 3] → 22/3
Esercizi: testo e soluzione, testo e soluzione, testo e soluzione, testo e soluzione, testo e soluzione, testo e soluzione
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