Quali tipi di difficoltà mediamente può trovare uno studente di fine superiori (in Italia ai nostri giorni) di fronte alla risoluzione di una disequazione come x2 > 1/4 e che cosa ne potrebbe essere all'origine?

Di fronte a x2 > 1/4 ci si aspetta che molti studenti rispondano x > ±1/2, per analogia con la risoluzione di x2 = 1/4. Ci si aspetta anche che, tra coloro che capiscono quale sia la soluzione, molti la esprimano in modo errato, ad esempio con "x < -1/2 e x > 1/2" invece che con "x < -1/2 o x > 1/2".
Anche tra coloro che rispondono correttamente, ci aspettiamo che non pochi usino formule e tecniche di manipolazione generali per risolvere disequazioni del tipo a·x^2+b·x+c > 0 invece che ragionare direttamente su questo, semplice, caso particolare.
All'origine di queste difficoltà vi è la tendenza, da parte degli alunni, ad applicare procedimenti risolutivi appresi solo meccanicamente: perso l'allenamento a risolvere esercizi di un certo tipo, non riescono a ricordarne i corripondenti metodi risolutivi o non sono più in grado ad associare procedimenti a problemi corrispondenti. Questa tendenza è favorita da un insegnamento che articola la matematica in tanti temi e attività separate, e che in particolare non mette a fuoco le poche idee generali che servono per risolvere tutti i tipi di disequazioni (assieme alle caratteristiche delle particolari funzioni via via coinvolte) e che non intreccia metodi simbolici e metodi grafici (idee generali e intreccio che, a differenza delle singole procedure risolutive, gli alunni avrebbero occasione di rivedere, consolidare, applicare, … nel corso di tutto il quinquennio).

Quanto si ottiene con WolframAlpha battendo x^2 > 1/4:

    La presenza di difficoltà di questo tipo sono state evidenziate da un'indagine sulle competenze degli alunni dell'ultimo anno delle superiori. Vedi il seguente quesito e i commenti.

Se x è un numero reale tale che x2 > 9, allora:
(1)   x < –3  o  x > 3  (3)x < ± 3
(2)x < –3  e  x > 3  (4)   x > ± 3

   Se un punto del grafico di y = x2 sta sopra alla retta y = 9 la sua ascissa deve essere minore di -3 o maggiore di 3 (vedi figura):
  x < –3  o  x > 3
La risposta (4) (che non potrebbe venire in mente se si pensasse ai grafici) non ha molto senso di per sé: la condizione x > -3 include la condizione x > 3.
La risposta (2) confonde "e" con "o". La confusione è favorita dal fatto che talvolta si usa "e" per indicare l'unione tra due insiemi (sarebbe corretto dire: sono soluzioni della disequazione i numeri x tali che x < –3 e quelli tali che x > 3, ma … questi sono i numeri x tali che "x < –3 o x > 3"). A scuola (e nelle soluzioni indicate dai libri) a volte "e", "o" e "," sono usati in modo errato; ad esempio viene scritta "x<–3, x>3" come soluzione, invece di "x<–3 o x>3" o, ad es., (-∞,-3)U(3,∞).

In un test sottoposto (nel 2004/05) a 1394 studenti dell'ultimo anno delle superiori solo il 24% ha risposto correttamente, il 45% ha scelto (2) e ben il 27% ha scelto (4).